Un pensiero al mese – Marzo 2019

Barriere Emotive a scuola…

 

Barriere Emotive a scuola – Mozione della Camera al Governo per azioni verso lo sviluppo dell’Intelligenza emotiva.

È del 1 Marzo la mozione firmata da alcuni deputati della Camera del Parlamento, nella quale si invita il Governo ad agire su alcuni specifici fronti in materia di Intelligenza emotiva a scuola e nella comunità educante.

Ecco i 5 punti della Mozione, che “Impegna il Governo a:

1) Promuovere campagne nazionali di informazione sull’importanza della conoscenza e della consapevolezza delle emozioni, dell’empatia e di esempi positivi incentrati sulla solidarietà, sul valore del volontariato e dell’impegno sociale.

2) Adottare iniziative per garantire una maggiore sensibilizzazione delle istituzioni scolastiche, delle famiglie e degli studenti sui temi delle emozioni, dell‘empatia e della costruzione di relazioni sane e, nel contempo, un’adeguata formazione degli insegnanti, perché siano in grado di implementare il nuovo approccio in classe.

3) Adoperarsi per il perseguimento degli obiettivi di riduzione della conflittualità in classe, di violenza e di bullismo tra coetanei e nei confronti degli insegnanti, anche attraverso iniziative che coinvolgano famiglie e docenti, oltre agli studenti.

4) Adottare iniziative per preparare i giovani a svolgere in modo attivo il proprio ruolo di cittadini in società democratiche attraverso l’inserimento nei curricula scolastici dell’educazione a competenze sociali ed emotive.

5) Promuovere l’educazione all‘intelligenza emotiva ed all’educazione sociale in classe, affinché gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado possano sviluppare le proprie capacità sociali, imparino a riconoscere e verbalizzare le emozioni, a controllarle e a prevenire e risolvere i conflitti.”

 

Trovo molto interessante ed indicativo che in Italia si sia deciso di affrontare la questione dell’Intelligenza Emotiva nelle Sedi Istituzionali, partendo da studi specifici sulla situazione delle competenze espressive e comunicative dei nostri adolescenti, che sempre più spesso presentano disagi e tendono a rifugiarsi nelle droghe ed in comportamenti di isolamento sociale.
Ma loro sono il nostro specchio, e naturalmente non si tratta solamente della scuola.
Vi lascio dunque una mia sintesi delle basi sulle quali poggia la Mozione, che traggo dal Documento originale.

 

Esito Terza Indagine dell’IEA
In Italia l’educazione alle competenze sociali ed emotive rappresenta il «pezzo mancante» dei curricula scolastici e della formazione degli insegnanti. Il primo riferimento della Mozione è proprio all’esito della terza indagine internazionale sull’educazione civica e per la cittadinanza, promossa dalla International Association for the Evaluation of Educational Achievement (IEA), che ha esaminato i modi in cui i giovani vengono preparati a svolgere in modo attivo il proprio ruolo di cittadini in diverse società democratiche.

 

Organizzazione Mondiale della Sanità
Il secondo riferimento è all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha rivisto il proprio concetto di prevenzione in senso formativo, e non solo igienico-sanitario, ed ha optato per il Skills for Life15, come documento programmatico rivolto ai sistemi educativi formali, nel quale si sottolinea il ruolo della scuola nel fornire le competenze utili per «mettersi in relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana». Inoltre, l’Oms ha dichiarato la correlazione tra la mancanza di queste competenze ed i rischi sanitari specifici: tentativi di suicidio, tossicodipendenza, fumo, alcolismo»

 

World Economic Forum
Nel mondo del lavoro, l’intelligenza emotiva sta conquistando sempre più considerazione: è stata infatti inserita tra le prime dieci competenze richieste entro il 2020 dal World Economic Forum. si tratta della capacità di percepire emozioni, accedere ad esse e saperle generare per sostenere il pensiero razionale, comprendere sentimenti altrui, e saperli gestire in modo da promuovere la crescita, intellettuale ed emotiva.

 

Goleman e gli studi degli anni Novanta sull’Intelligenza Emotiva
Aspetti correlati all’intelligenza emotiva, teorizzata da Daniel Goleman nel suo best seller mondiale intitolato Emotional Intelligence (1996), quali consapevolezza, autocontrollo, motivazione, empatia e abilità sociali influenzano il comportamento, l’apprendimento e la condotta sociale. I primi a parlare di intelligenza emotiva sono stati nel 1990 due statunitensi, Peter Salovey e John D. Mayer, definendola come “la capacità di percepire emozioni, accedere ad esse e saperle generare per sostenere il pensiero razionale, comprendere sentimenti altrui, e saperli gestire in modo da promuovere la crescita, intellettuale ed emotiva”.

 

Le neuroscienze
Le neuroscienze dimostrano che si apprende principalmente tramite le emozioni: risulta pertanto auspicabile l’esistenza di un processo formativo che insegni a comprendere le proprie ed altrui emozioni per permettere ai giovani di riappropriarsi di vocaboli emotivi ormai scomparsi; come riportato dal documento del 2017 «Lingua italiana. Crisi della comunicazione linguistica: una sfida democratica» redatto dalla Fondazione Di Vittorio e dall’Associazione Proteo Fare Sapere, la comunicazione dialogica sta assumendo forme di riduzione e semplificazione.

 

Esempi di altri sistemi educativi: gli USA
Il Neuva Learning Center di San Francisco ha istituito la disciplina della «Scienza del sé». Questo nuovo intervento educativo, obbligatorio dal 2014, promuove il benessere socio-emozionale degli alunni che imparano a risolvere i conflitti prima che degenerino in scontri, a riconoscere le proprie emozioni, dargli un nome e gestirle insieme agli altri. L’attività viene spesso condotta senza banchi, con disposizioni circolari, per abbattere barriere fisiche e relazionali.

 

Esempi di altri sistemi educativi: Europa
Danimarca: la Klassens tid – tempo di classe – è una lezione sociale, introdotta nei programmi di studio nel 1970. A partire dal 2016 ha iniziato ad essere legata al concetto di empatia. In questa occasione, gli alunni espongono i propri problemi e a seguito di uno scambio di opinioni, consigli e solidarietà, tutti concorrono a trovare una soluzione.
Spagna: l’ora di intelligenza emotiva è ispirata al modello di problem solving creativo dello psicologo Edward De Bono con lo scopo di insegnare ai più piccoli a ricercare da soli le soluzioni e ad essere autonomi e responsabili.

 

Insomma, è arrivato il momento anche per l’Italia di prendere coscienza dell’importanza della dimensione emotiva. Noi siamo pronti…

 

Dott.ssa Cristina Franceschini

 

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