Il telefono senza fili: perché la Diagnosi?

Perchè la Diagnosi

Se vi state chiedendo se è il momento o meno di rivolgervi… 

Spesso ricevo telefonate da parte di genitori che mi riferiscono che la scuola ha chiesto loro di far svolgere ai figli i test per avere una diagnosi di Dislessia/Disortografia/Disgrafia/Discalculia.
Qualcuno a volte chiama e dice solo che ha bisogno di una diagnosi di DSA per il figlio.

 

 

È come se io andassi dal dottore e gli chiedessi di farmi diagnosi di Anemia, invece di chiedergli di aiutarmi a capire perché mi sento molto debole, affaticato ecc
Non so in che punto si inneschi il gioco del “telefono senza fili“, per il quale il messaggio finale che arriva è: “ho bisogno di una diagnosi“. Quello che so è che il messaggio che arriva alla fine è distorto e che la parola diagnosi viene utilizzata con il solo significato di: “giudizio clinico, attestante la presenza di una patologia o di un disturbo”, dimenticandosi il significato letterale di “conoscere attraverso”.

 

Il messaggio che passa in tutto questo avvicendamento di colloqui e telefonate (scuola-famiglia-professionisti) è che ciò che importa, in positivo o in negativo, è dunque il giudizio clinico finale attestante la presenza di un disturbo (mio figlio avrà o non avrà la diagnosi? Il mio studente avrà o non avrà la diagnosi? Come prenderà mio figlio la comunicazione di una Diagnosi? Cosa farà la scuola con la Diagnosi?

In tutto questo, ciò che veramente conta, e cioè il “conoscere attraverso“, sembra perdersi nelle interferenze del nostro telefono senza fili.
Ciò che conta infatti, come spesso accade, non è il risultato finale ma il percorso che ad esso conduce!

La Diagnosi di DSA, intesa come giudizio clinico finale non è che UNA DELLE POSSIBILI destinazioni a cui un PERCORSO di valutazione del PROFILO FUNZIONALE di un bambino, di un ragazzo o di un adulto, può condurre.

 

Ciò che interessa infatti è proprio il PROFILO FUNZIONALE e dunque il funzionamento generale di quel bambino/ragazzo.
Quali sono i suoi punti di forza? Quali i punti di debolezza? Quali i vissuti rispetto alla sua situazione scolastica? E l’ambito affettivo relazionale: come funziona? In che modo le difficoltà scolastiche influiscono sulla vita quotidiana di questo bambino /ragazzo, sulla sua famiglia e sul suo ambiente di vita?
Il percorso che viene fatto tiene dunque conto della persona a tutto tondo ed ha l’obiettivo di mettere in luce un FUNZIONAMENTO e non un DEFICIT o un DISTURBO, perché anche nel caso in cui dovesse essere fatta diagnosi di DSA, quello che importa è sapere come poter lavorare per sviluppare al meglio le potenzialità della persona, come usare i punti di forza al meglio senza perseverare sulle debolezze.

 

Nel caso in cui non venga fatta alcuna diagnosi, avremo comunque una risposta e delle informazioni importantissime.
Perché nostro figlio/a, il nostro alunno/a fa fatica a scuola? Come faccio a lavorare al meglio con lui?

Ciò di cui si ha bisogno è una valutazione delle ABILITÀ di apprendimento utile a valorizzare al meglio le potenzialità, a prescindere da conseguenze burocratiche e certificazioni attestanti le difficoltà.

 

Dott.ssa Chiara Ginocchio, Psicologa 

 

 

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