Un pensiero al mese – Agosto 2018

Accessibilità

La ricerca di un tempo senza barriere.

Vacanze: mare, montagna. Dove siete, dove siamo?
Lo chiamano tempo libero, ma sarebbe bello che fossimo sempre liberi, anche quando non siamo propriamente in vacanza. Non è proprio così, forse, e qualcuno dice che le “ali” ce le tarpiamo noi stessi, è la nostra mente che ci rinchiude in una sorta di stato di prigionieri. Anzi, siamo proprio prigionieri della mente, dei ruoli…ecc. Parole. In parte vere, ma un po’ troppo riduttive.

 

C’è chi il tempo lo passa a cercare di attraversare la città in qualche modo, nonostante marciapiedi rotti, alti 10 cm da terra e senza pedana. Semafori il cui segnale acustico non funziona e non sanno se possono attraversare, perché non vedono.

 

C’è qualcuno che ha messo l’altalena per i bambini in carrozzina nei parchi pubblici delle città, ma poi nel parco non si può entrare: bisogna passare da un cancello troppo stretto, oppure c’è un sasso che sporge per terra, grosso come un gatto, o chissà che altro… se non cammini sulle tue gambe non puoi entrare.

 

E la tua mente non ti permette di abbattere queste barriere. Nemmeno con lo Yoga. Non c’è filosofia che tenga. E sull’altalena tu non ci vai.
Nemmeno sull’autobus. La metropolitana dipende, se c’è un ascensore, forse… perché altrimenti ci sono gradini, tanti. Tantissimi. Se ci sono i gradini tu in metropolitana non ci vai.

 

Allora dai…Andiamo tutti in vacanza, scegliendo la natura, lontano dalle città piene di ostacoli e di confusione..fuggiamo dalla quotidianità….Poi c’è chi deve prendere un treno ma non può. Come si fa a salire con la pedana che c’è sui treni? Sì, posso chiedere aiuto a qualcuno (anche se non vorrei). Poi entro e in corridoio come ci passo? Mi devono prendere in braccio. E sul sedile chi si siede? E sul treno tu non ci vai.

 

Eppure la gente va dappertutto, si organizza: arriva al lavoro, a scuola, e arriva in Vacanza: in montagna, al mare, ovunque. Sono le famiglie, le associazioni, i volontari, che rendono possibile ogni cosa. O quasi. Con le macchine e i furgoncini attrezzati; con il personale che accompagna le persone su treni ed aerei..certo. Sarebbe bello che ci pensassimo tutti, però. Un mondo senza barriere vorrebbe dire anche un tempo senza barriere: libero, sempre, per tutti.
Anche per gli accompagnatori, possibilmente. 

 

 

Dott.ssa Cristina Franceschini

 

 

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